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Options Strategy – Volatility Surface

Video Tutorial

Premessa: Superficie di Volatilità, cos’è e a cosa serve

Ogni opzione viene scambiata sul book di negoziazione dove ha un prezzo che viene esposto prevalentemente dal Market Maker (MM) che è l’istituzione preposta a quotare gli strumenti che sono poco liquidi.

Il prezzo dell’opzione dipende dai seguenti fattori:

  • Stile: europeo o americano;
  • Serie: call o put;
  • Strike: valore di attivazione dell’opzione;
  • Data Scadenza: la data in cui l’opzione scade;
  • Prezzo Sottostante: valore last del sottostante al momento;
  • Risk Free Rate: il tasso d’interesse primo di rischio (Euribor a 6 mesi).

che sono oggettivi in quanto avranno, nello stesso istante, lo stesso valore in tutto il mondo finanziario.

Se però provate a comporre il prezzo di un’opzione con il calcolatore (Options Evaluator) vi accorgerete che il valore dell’opzione rimane a 0 sino a che non viene introdotto un valore nel campo Volatilità Implicita: valore di rischio percepito dal Market Maker che prezza l’opzione.

E sempre variando questo valore vi accorgerete che il prezzo dell’opzione varia in maniera rilevante.

Ebbene, quel valore è immesso nella formula in maniera arbitraria dal Market Maker che, come in tutti i mercati, deve cercare un compromesso tra le sue aspettative e quelle del cliente. IL MM immetterà una volatilità implicita tanto più alta tanto più riterrà che l’opzione che sta quotando sia rischiosa.

Quindi, se estraiamo il valore che il MM imputa per ogni strike su una singola scadenza e lo posizioniamo in un piano Cartesiano, dove il valore è sull’asse “Y” ed il valore dello strike corrispondente è sull’asse “X” otterremo, congiungendo i punti di ogni singolo valore, uno smile o uno skew.

A questo punto possiamo immaginare che se volessimo rappresentare il valore del rischio di tutte le opzioni quotate su tutti gli strike e su tutte le scadenze la rappresentazione sarebbe uno smile affiancato al successivo, ovvero otterremo una superfice.

Cioè la superficie di volatilità implicita.

Che serve per:

  • avere un prezzo delle opzioni TEORICO nelle fasi in cui il mercato sia chiuso e si desideri fare delle valutazioni strategiche tramite l’apposito strumento di What-IF (che cosa ..se);
  • verificare che i piani strategici che ha messo in essere siano validi testandoli nella sezione Planning;
  • eseguire degli studi basati sull’ipotesi che conoscendo il prezzo di rischio possiamo immaginare l’area o la scadenza ritenuta più rischiosa dal MM. UN esempio semplice: se le opzioni Call hanno un rischio maggiore delle Put significherà una previsione di forte salita prezzata dal MM;

Comprendere la funzione Volatility Surface

Il tool Volatility Surface, permette di acquisire e modificare le superfici di volatilità sulle quali sono calcolati i prezzi teorici delle opzioni che sono utilizzati sia per la quotazioni di strike deep otm o deep itm (che spesso non sono quotati a mercato), che per l’utilizzo di beeTrader al di fuori delle sessioni di mercato. Questo permette di studiare le proprie strategie sia a mercato aperto che a mercato chiuso con l’utilizzo di un sistema di prezzatura teorica molto sensibile ed affidabile.

All’avvio viene visualizzate l’ultima superficie associata al sottostante, quindi al primo avvio su un nuovo sottostante la superficie sarà vuota; in questo caso ci sono tre possibilità: acquisire la superficie dal mercato, caricare una superficie salvata, oppure utilizzare una superficie tra quelle predefinite che vengono fornite con l’installazione di beeTrader.

Acquisizione di una superficie

1. La superficie di partenza

2. Scelta delle scadenze da acquisire

3. Download dei dati dal broker

4. La nuova superficie

  1. Quando viene avviata la funzione Volatility Surface viene visualizzata l’ultima superficie di volatilità acquisita per il sottostante, ne consegue che se non ne è mai stata acquisita una la superficie sarà piatta con la volatilità storica del sottostante;
  2. Quando viene avviata l’acquisizione appare la finestra per la scelta delle scadenza da richiedere al broker. E’ necessario acquisire almeno tre scadenze. Il numero di scadenze (oltre le 3) e di strike sono a scelta dell’utilizzatore, più scadenze e strike vengono inglobati nella superficie più questa sarà attendibile per i calcoli successivi; tuttavia un alto numero di richieste rende la procedura piuttosto lenta. Un numero minimo attendibile è 3 strike per 16 strike, avendo l’accortezza di scegliere almeno due scadenze trimestrali;
  3. Scelte le scadenze beeTrader inizia la richiesta dei dati al broker. Viene visualizzato il numero di strike richiesti e di quelli ricevuti; la percentuale dovrebbe essere intorno al 70%-80% per essere attendibile. Se la percentuale è inferiore significa che molti strike non sono quotati, questo può capitare con sottostanti non molto scambiati su scadenze lunghe;
  4. Alla fine appare la superficie elaborata partendo dai dati ricevuti.