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Options Strategy – Volatility

Video Tutorial

In questa sezione di beeTrader vengono usate molto spesso le Chain Opzioni acquisite come illustrato nella sezione Volatility Surface. Si consiglia, quindi, di effettuare l’acquisizione prima di procedere con le analisi sottostanti.

Volatility Index

Premessa: gli indici di volatilità rappresentano la volatilità implicita mediata di una serie di opzioni su diverse scadenze. Ci sono indici in cui la volatilità implicita che rappresentano è quella rolling, ovvero la volatilità di serie di opzioni che implicano anche scadenze differenti ma che non vanno oltre i 30 gg.
Ad esempio il primo giorno dell’anno l’indice rappresenterà solo l’implicita di gennaio mentre il 15 di gennaio l’implicita che leggeremo sarà la media tra le opzioni che hanno 15 gg di vita su gennaio e 15 gg di vita su febbraio.
Come vedete saranno sempre 30 gg.
Altri tipi di calcolo rappresentano sempre volatilità implicite di opzioni ma raggruppate in modi differenti.

Il Volatility Index di beeTrader ha una modalità di calcolo proprietaria che differisce da come vengono calcolati gli altri indici e quindi assolutamente non sono misure COMPARABILI.

Abbiamo ideato questo algoritmo perchè mancava un Volatility Index che indicasse non tanto la volatilità implicita che trovo già negli altri indici, ma desse un’indicazione (Index) della probabile traiettoria del sottostante. Lo abbiamo esteso a tutti gli strumenti trattati e lo potete trovare sulle azioni, sulle valute, sui future e sui bond.

Utilizzo: il Volatility Index di beeTrader si usa sia per valutare il trend che per individuare il periodo di salita o di discesa della volatilità. Ci sono due modalità di visualizzazione che sono:

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Difference

Questa modalità consente la valutazione della differenza tra il Volatility Index e la volatilità storica del titolo riferita a 30,50,75,100,150 periodi, oppure la differenza di ogni singola volatilità storica con un’altra di periodo diverso.

L’analisi con il Volatility Index è importante per poter definire se il Market Maker sta prezzando rischio (volatilità implicita) maggiore o minore della volatilità storica e pertanto si sa se si staranno trattando opzioni a sconto o maggiorate.
L’analisi tra volatilità storiche è invece importante per capire la tendenza ed il livello di valore della volatilità storica.

Nell’esempio viene visualizzata la differenza tra il Volatility Index (selezionata nel menù Reference to Compare) con le volatilità storiche a 30 gg e 50 gg visualizzate nel grafico superiore.

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Oscillator

Il Volatility Index può essere visualizzato anche sottoforma di oscillatore, questo tipo di visualizzazione rende più facile la lettura e di conseguenza decidere se si è in alta o bassa volatilità.

Si considerino gli spazi vuoti lasciati dall’indicatore come illustrato ed in questo modo si eviteranno molti falsi segnali.

Dato che si sta creando una relazione volatilità-trend bisogna comprendere che sarà di lungo periodo e non per un trading giornaliero. Si prende posizione e la si mantiene sino al segnale opposto.

Un’esempio dell’utilizzo dell’oscillatore del volatility index è quello riportato nell’immagine.

Options Smile

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Options Smile mostra gli smile di volatilità delle opzioni call e put della superficie memorizzata per il sottostante, a tal proposito viene indicata la data a cui si riferiscono gli smile visualizzati. Se non è presente nessuna curva è necessario acquisire una superficie tramite il tool Volatility Surface accessibile dal menù.

Skewness

Skewness permette di valutare in tempo reale differenze di pendenze delle skewness sulle scadenze desiderate. Mostra di default gli skew di volatilità della superficie memorizzata per il sottostante. Se non è presente nessuna curva gli skew sono piatti e quindi è necessario acquisire una superficie tramite il tool Volatility Surface accessibile dal menù.

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E’ composto di tre grafici, in ognuno dei quali va impostato la scadenza che si vuole vedere tramite l’apposito comando sul menù. In ognuno dei tre grafici (quindi in ognuna delle tre scadenze scelte) si può analizzare la volatilità ricavata dalla superficie memorizzata, oppure attivare il realtime (dal menù in alto) al fine di confrontare la volatilità delle opzioni memorizzata con quella attuale.

La zona al di sotto dei grafici è dedicata al confronto tra le skewness memorizzate e quelle attuali. Questo studio si basa sulla struttura a termine con cui vengono quotate le opzioni sulle valute in particolare, ma anche sugli indici e sulle stocks. Detta struttura assume una pendenza (skewness) sempre negativa in quanto il mercato tende a prezzare maggiormente il rischio di discesa che quello di salita, infatti dalle immagini si vede che gli strikes (Put OTM e Call ITM che sarebbero quelle colpite dalla discesa) al di sotto del valore ATM hanno volatilità più alte di quelli al di sopra.

Con questa configurazione sempre negativa della pendenza, possiamo assumere che maggior pendenza è uguale a maggior timore di discesa e minor pendenza rispecchia invece un’aspettativa rialzista. Risulta pertanto un ottimo strumento forecast in quanto la pendenza anticipa il movimento del sottostante poichè è determinata dai market maker che ben conoscono il trend a breve termine.

Cone & Probability

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  1. La tabella corrispondente al numero 1 serve per sapere di quanto è stato il movimento storico del sottostante nel momento in cui mancavano un determinato numero di giorni. Per cui se leggo sull’asse X 24 e poi vado nella casella corrispondete al 3% leggo 70, questo significa che il sottostante quando mancavano 24 giorni a scadenza ha fatto un movimento del 3% nel 70% delle volte. Con un’informazione di questo tipo posso pensare a costruire una figura il cui guadagno derivi dal superamento degli strike. In dettaglio, nel bordo di sinistra della tabella sono presenti i giorni relativi alle scadenze disponibili (il cui range potrà essere unicamente compreso da 2 giorni ad un massimo di 365). Nel nostro caso, oggi, abbiamo le scadenze a 24, 59, 87, 150, ecc. giorni). Nella riga in alto della tabella troviamo dei valori preimpostati di scostamento % di prezzo (1,5/2/2,5/3/ecc), sulla base dei quali vengono effettuati i calcoli che ritroviamo nelle caselle colorate. Nelle caselle in rosso il numero interno esprime le volte in cui lo spostamento è stato inferiore al 50%, in giallo le volte in cui lo spostamento è compreso tra il 50% ed il 75% e in verde le volte in cui lo spostamento è stato superiore al 75%.
  2. Selezionando una riga sul grafico 1, nel grafico 2 (il grafico storico del titolo) compaiono delle linee orizzontali. Le linee rosse identificano un possibile strangle venduto, le linee verdi un possibile strangle comprato, le distanze dall’ATM degli strike che compongono gli strangle vengono indicati sotto il grafico storico.
  3. Il grafico 3 visualizza il cono di volatilità: è uno strumento con il quale viene paragonata la volatilità storica del sottostante con quella implicita per i vari strike e scadenze. Il cono viene costruito utilizzando esclusivamente le scadenze fino ad un anno, viene utilizzato la volatilità storica di tutti i punti compresi tra 2 e 365 periodi e poi viene fatta la media ad un anno disegnata con la riga azzurra. Ottenuta la media vengono calcolate le deviazioni standard sempre ad un anno, in arancione 1 stdev ed in verde 2 stdev. Le volatilità implicite per ogni scadenza sono rappresentate con dei pallini per le call e con dei triangoli per le put. La risultante è poter verificare le volatilità implicite che sono all’interno del cono che hanno dei valori normali, mentre quelle fuori dal cono hanno dei valori di volatilità implicita alti o bassi a seconda che siano sopra o sotto il cono.

Vega IN / OUT

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Vega IN/OUT è stato ideato e sviluppato per sfruttare i ritracciamenti dai picchi di volatilità identificati dal Volatility Index.

Nella letteratura si legge che si vende la volatilità quando è alta e si compra quando è bassa. Ma quest’informazione è causa di forti perdite. In realtà la volatilità si vende quando ripiega verso il basso e si compra quando sta salendo. Può sembrare una piccola differenza, ma è sostanziale. Questo evidenzia il tool Vega IN / OUT!

Un’esempio di utilizzo è quello di sfruttare i picchi di volatilità per vendere uno Straddle quando il Volatility Index crossa al ribasso la linea di 2, quindi quando sta rientrando da una volatilità molto elevata. Si cerca in questo caso di vendere Call e Put su scadenza lontana (1,5 – 2 anni) con un delta basso, intorno allo 0,2. Così facendo la figura sarà poco influenzata dai movimenti del sottostante e trarrà il proprio guadagna dall’abbassamento del vega.
Nel caso in cui il sottostante si muova molto e quindi sbilanci il delta, vanificando in questo modo il guadagno dato dal vega, può essere sensato intervenire sul delta sbilanciando la figura, quindi vendendo un’altra opzioni (Call o Put in funzione delle direzione avuta del sottostante). In questo modo la figura sarà sbilanciata perchè ci saranno più contratti venduti da un lato, ma il delta sarà bilanciato.

Un livello al quale effettuare il bilanciamento può essere quello di attendere che il rapporto tra il loss di un lato / il gain dell’altro lato sia = 2.